eddie munson

Eddie Munson è veramente esistito

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER DELLA QUARTA STAGIONE

Siamo tuttə innamoratə di Eddie.

Eddie Munson, Eddie The Freak, Eddie The Banished che ha letteralmente stregato lo show della quarta stagione di Stranger Things.

Sarà il carisma pungente e scanzonato che Joseph Quinn ha saputo donargli con un’interpretazione magistrale, sarò la simpatia smaliziata e la fiera consapevolezza di essere considerato il freak, il mostro della scuola, senza alcuna paura di essere ai margini, sarà la dolcezza che affiora quando parla con le persone a cui vuole bene.

Tantə di noi si sono riconosciuti in Eddie, che certo, è un puro metallaro dell’86 con la toppa di Ronnie James Dio sul giubbotto smanicato, ma è anche il nerd che gioca a D&D prima che essere nerd fosse considerato figo, è il reietto che non fa parte degli sportivi alla Jason che conquistano le cheerleader, e fa pure un po’ paura con quei capelli lunghi, le catene e il chiodo in pelle.

Eddie riesce però a entrare in empatia e vedere qualunque essere umano si trovi davanti, rompendo i pregiudizi che lui stesso nutre nei confronti delle persone più popolari della scuola, come Steve o Chrissy, riuscendo a formare connessioni umane estremamente profonde al di là del genere, dello status sociale o dell’età.

Mi ha ricordato tanto Elphaba di Wicked, Eddie.

Che per un modo di essere, una caratteristica fisica o di vestire si sono trovate non solo ai margini sociali, ma letteralmente incolpate di crimini che non hanno mai commesso, e costrette a vivere da esiliati. Mostrificati dall’isteria nei confronti del diverso che non si vuole conoscere. Se vogliamo parlare di capri espiatori, abbiamo l’esempio perfetto.

La scena della morte di Eddie è stata tra le più strazianti mai viste, e tanti hanno lamentato l’arco narrativo troppo breve per un personaggio di tale portata, così umano e così sfacettato.

“Anche se fosse sopravvissuto alla stagione, si sa che non sarebbe finita bene per lui”, hanno affermato i fratelli Duffer. “Sarebbe stato demonizzato e accusato di tutto ciò. Nel momento in cui Chrissy è morta nella sua roulotte, è stata la fine per un personaggio del genere. O finisce morto o in prigione, e questa è alla fine la tragedia di Eddie Munson. Non c’era davvero niente che i nostri ragazzi avrebbero potuto fare per lui”.

Se il mostro nel sottosopra è Vecna, il mostro a cui dare la caccia nel mondo reale è Eddie il Freak.

Forse non in tanti sanno che i fratelli Duffer hanno preso una persona reale per creare il personaggio di Eddie. E no, non è Eddie Van Halen e non è Eddie Vader.

Si chiama Damien Echols ed è stata una delle vittime più famose del Satanic Panic, quell’isteria collettiva ben narrata nella quarta stagione di Strager Things, dove si credeva che giochi come Dungeon and Dragons o la musica metal potessero portare ad orribili omicidi in nome di Satana.

“Quando parli di Satanic Panic, siamo ossessionati dalla tragica storia di Damien Echols”, ha detto Matt Duffer a Deadline in una recente intervista. “Penso che abbiamo visto il documentario Paradise Lost della HBO. Eravamo al liceo quando abbiamo visto la prima volta i Tre di West Memphis, e poi, ovviamente, abbiamo guardato West of Memphis. Sembrava davvero un grande personaggio e un mezzo per esplorare il Satanic Panic, ed è per questo che Eddie aveva una tragedia già incisa su di lui”.

Damien Echols era un ragazzo di 18 anni , con i capelli lunghi e neri, che viveva a West Memphis in una roulotte. Ascoltava gli Iron Maiden, i Metallica e i Motley Crue, leggeva libri di spiritualità, stregoneria e occultismo e andava con lo skateboard.

Un pomeriggio di maggio del 1996 vengono ritrovati i cadaveri di tre bambini, legati e gettati in un fiume.

Subito vennero incolpati per omicidio Damien Echols e altri due suoi amici, Jessie Misskelley e Jason Baldwin, con cui condivideva la passione per l’Heavy Metal.

Nel clima dell’isteria e del Satanic Panic della piccola cittadina, i tre furono condannati per omicidio. Come prove della colpevolezza furono presentate amenità come il fatto che Damien aveva i capelli neri e lunghi, si vestiva di nero, possedeva libri di Aleister Crowley e un libro delle ombre. E per questo era un mostro, non aveva l’anima.

Jassie e Jason erano minorenni gli fu dato l’ergastolo.

Damien fu condannato alla pena di morte per iniezione letale.

West Memphis era felice: finalmente avevano trovato il mostro, il diavolo che aveva ucciso tre ragazzini innocenti.

Damien il Freak, l’outsider, il metallaro con i capelli lunghi, era fuori dal gioco.

Esattamente come Eddie.

Sì, Eddie era spacciato nel momento in cui Vecna ha preso Chrissie nella sua roulotte.

Ma non per colpa di Vecna, o del Mind Flyer.

Per colpa nostra, per colpa del sistema socioculturale che ha già deciso chi è mostro e chi no, quale corpo mostrificare e quale redimere.

Chi uccidere, socialmente o letteralmente, e chi mettere fuori gioco, in un tentativo di espiazione che ha a che fare solo con la volontà del sistema normativo di sorvegliare, controllare e reprimere.

Questa è la vera amarezza che mi porto dietro, anche ora che ho fatto il rewatch della quarta serie.

Un po’ perché sono innamorata di tutti gli Eddie che ho incontrato e che mi hanno amata esattamente così come sono ( e come potrebbe essere altrimenti, tra freaks), un po’ perché in Eddie mi ci rivedo, e un po’ perché per quanto posso essere arrabbiata con i fratelli Duffer, la fine di Eddie è stata già scritta dal nostro sistema sociale tanti anni fa. Compreso il fatto di non avere alcun riconoscimento dalla sua città, ma di essere visto come mostro anche da morto, dopo essersi sacrificato per salvare la città che lo odiava.

Voglio lasciarvi con le parole di Ross Duffer:

“C’è qualcosa di così tragico e anche stravagante nel fatto che Eddie ha una sorta di speranza per l’umanità, e anche se sa di essere condannato da questa comunità, allo stesso tempo sta ancora lottando per questa e sta trovando un raggio di speranza. Soprattutto in questo gruppo di personaggi con cui ha a che fare in questa stagione, ma anche in questa pecora smarrita di cui parla con Dustin. La pecora sono gli outsiders. Ecco in chi ha ancora speranza e per chi sta combattendo.”

Lunga vita agli Eddie, lunga vita ai mostri, lunga vita ai freaks, sempre.

-Spoiler: Damien Echols non è morto, ho parlato della sua storia qui e se vi manca Eddie, potete leggere la sua bellissima autobiografia Il buio dietro di me.

-Ci sono anche degli Easter Egg che rimandano direttamente alla storia dei Three of West Memphis: La consulente di orientamento della Hawkins High School che stava aiutando Chrissy e Max si chiamava Miss Kelley, un probabile cenno a Jessie Misskelley . Inoltre, uno dei bambini vittime dell’omicidio aveva il cognome “Byers”, che sembra adattarsi alla trama della stagione 1 del rapimento soprannaturale di Will Byers.

link interviste:

1) https://deadline.com/2022/07/stranger-things-duffer-brothers-interview-season-five-1235058041/

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